Questo sito NON utilizza cookie di profilazione. Questo sito consente i cookie di terze parti(legati alla presenza dei “social plugin”).
Cliccando su “OK ” si acconsente all'uso dei cookie. Cliccando su "Info" si legge l'informativa completa.

Santa Rosalia

Chiesa  di Santa Rosalia *

Il 10 giugno 1699 l’”illustrissimo e reverendissimo don Fray” Tomas Carnicer compilò, nel palazzo episcopale di Alghero, un elenco di documenti riguardanti le chiese, i legati e le cause pie della parrocchia di Benetutti e quivi conservati.

Annotò tra l’altro, al primo posto, che il 16 agosto 1689 dal’illustrissimo e reverendissimo “signor don Fray Geromino Fernades del Velasco y Mendosa obisbo de Alguer” era stata data licenza per iniziare la costruzione della chiesa di Santa Rosalia.

Non ho trovato il documento autentico della richiesta, perciò non posso indicare chi ne sia stato il promotore; tuttavia la data riportata dal Carnicer è da considerarsi valida. …

La notizia è suffragata tra l’altro dal fatto che lo stesso Carnicer subito dopo riferisce di un contratto stipulato tra l’amministrazione di Santa Rosalia ed il pastore Antioco Cosseddu Uleri in data 15 gennaio 1696; quindi appena sette anni dopo la concessione della licenza per iniziare la costruzione della chiesa.

L’atto, scritto in sardo, si conserva ancora tra le carte della parrocchia: e, anche se in quella circostanza non era presente il notaio, venne ritenuto valido per comune intesa dei contraenti perché staso alla presenza di testimoni.

Il rettore don Agostino De Ponty ed il procuratore delle chiese, nobile don Giovanni Antonio Minutili Satta, firmarono per parte della chiesa di Santa Rosalia, che era “comunargiu majore”, mentre “comunargiu minore” era il pastore Antioco Cosseddu Uleri (il primo metteva  due terzi del bestiame, il secondo un terzo, con l’obbligo della custodia). Da parte della chiesa venivano consegnati “a cabuciu” per nove anni “37 bulos, e ateros 37 ne poned su pastore minore”. Venne annottato che il pastore accettava la parità dei capi, anche se si usava che il “pastore maggiore” presentasse due parti ed una il “pastore minore”. In compenso venne liberato dall’obbligo “de deguma”, cioè sollevato dal pagamento delle decime che ogni pastore era tenuto a versare a favore della chiesa. …

Della chiesa di Santa Rosalia, dopo la costruzione, non si conserva alcun registro di amministrazione sino al 30 maggio 1855.

Ma la devozione della santa si era celermente diffusa nella parrocchia: dalla fine nel 1600 in poi a molte bambine veniva imposto il nome di Rosalia, da solo o in unione con Elena o altri nomi. …

Tutti gli anni venivano organizzate feste popolari con corse di cavali: “s’ardia”. E’ proprio in occasione di una di queste feste che il 17 ottobre 1821, Salvatore Soddu di Giovanni Antonio e di Maria Grazia Puliga, di 42 anni, morì improvvisamente “in platea Sanctae Rosaliae ex cursus equitum”, cioè cadendo da cavallo; poté ricevere solo l’assoluzione e fu sepolto nell’oratorio della Beata Vergine del Carmelo, essendo parroco il dottor Antonio Pes.

Durante la reggenza di questo parroco avvenne la morte della “monza de Santa Rosalia”. L’atto è firmato dal medesimo rettore: “il 9 dicembre 1822 morì Angela Satta di Pietro e di Mariangela Satta, pattadese, terziaria francescana rivestita del medesimo abito di Santa Rosalia vergine. Ricevette tutti i sacramenti; aveva 33 anni compiuti; e fu seppellita entro la chiesa di Santa Rosalia”.

 

* La descrizione è  contenuta nel libro  BENETUTTI, Appunti per una storia, stampato nell’anno 1993, di Don Giommaria Farina, già parroco di Benetutti dal 1963 al 1983.


 

 

Altro in questa categoria: « Santa Croce Santa Barbara »