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Santa Croce

Oratorio di Santa Croce *

Che la chiesa di Santa Croce esistesse agli inizi del 1600 lo si riscontra da alcuni testamenti registrati su fogli volanti in cui viene citata come sede dell’oratorio e come luogo per la sepoltura dei defunti. Nel testamento “de su preideru Sebastianu Carta de Addis de sa presente villa” del 16 aprile n1605, tra le altre cose si legge: “chergio esser accumpangiadu su corpus meu a sa sepoltura peri sos confrades de sa gloriosa Santa Rughe e pro limosia si diat a sa ecclesia quimbe soddos”.

Nel medesimo testamento alla fine viene ad elencare le offerte da dare in elemosina e tra le altre; “quimbe soddos a S. Elena parrocchia de sa presente villa, e quimbe soddos a S.ta Crusada (cioè appunto Santa Croce) de sa presente villa”. …

Non trovando il documento di canonica erezione della Confraternita di Santa Croce, il vescovo Carmine Cesarano il 16 settembre 1916 …... ha emanato un decreto che trascrivo:

“ Carmine Cesarano al molto rev/do parroco pro tempore, Benetutti.

Poiché risulta che in questo paese esiste da molto tempo la confraternita di S. Croce per la quale manca il documento di canonica erezione, col presente riconosciamo codesta Confraternita di S. Croce come canonicamente esistente dal giorno dlla sua fondazione alle seguenti condizioni: 1° che tutti gli iscritti osservino il regolamento dato dal nostro predecessore di f.m. e tutte le nostre disposizioni emanate finora e da pubblicarsi; 2° che riconoscano e rispettino l’autorità ed i diritti parrocchiali nonché le consuetudini approvate dai nostri predecessori; 3° che il reverendo cappellano dell’Oratorio venga riconosciuto come nostro rappresentante ed abbia le funzioni di assistente ecclesiastico con tutti i diritti e doveri  inerenti a quest’ufficio; 4° che tutti gli iscritti facciano il precetto pasquale collettivamente e la S. Comunione nelle due feste di S. Croce, cioè il 3 maggio e il 14 settembre.

Benediciamo di cuore tutti i confratelli e le consorelle.

Ozieri, 16 settembre 1016 – Carmine Vescovo”.

Purtroppo non sono stati conservati, seppure c’erano, i primi registri di amministrazione della chiesa: se ne trovano solo alcuni accenni  nei documenti dell’amministrazione parrocchiale ed in fogli sparsi. Così pure non è stato possibile appurare da chi sia stato realizzato il Crocifisso ligneo che serve per la cerimonia della deposizione nel Venerdì Santo e che pare risalga al 1600.

Alla richiesta rispose subito il Vicario Generale di Alghero, don Sebastiano Manca, concedendo che la chiesa venisse benedetta dal rettore Agostin De Ponty e che vi si celebrasse il santo sacrificio; ma a condizione che la concessione venisse notata nel registro tenuto dal procuratore generale.

 

* La descrizione è  contenuta nel libro  BENETUTTI, Appunti per una storia, stampato nell’anno 1993, di Don Giommaria Farina, già parroco di Benetutti dal 1963 al 1983.


 

 

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